Scuola di Psicoterapia:  L’isteria come alterazione nei processi Psicocorporei

Scuola di Psicoterapia: L’isteria come alterazione nei processi Psicocorporei

Autore Paola Bovo  L. Rispoli

L’ISTERIA COME ALTERAZIONE FUNZIONALE NEI PROCESSI PSICOCORPOREI

Una visione multidimensionale

Se analizziamo i fenomeni isterici alla luce delle più recenti ricerche, dobbiamo innanzitutto guardare alla complessa catena di processi che collegano lo psichico ed il somatico. La dobbiamo guardare sotto una visuale abbastanza diversa sia da uno “psicologismo” (o “soggettivismo”) esclusivo, sia da un’interpretazione “simbolica” che escluda l’interconnessione di mente e corpo in entrambi i sensi.

I fenomeni isterici sono ancorati ad un’oggettività corporea incontrovertibile; ma l’importante dell’elemento corporeo non è solo in questo; è piuttosto nel riuscire a capire come si sia prodotto l’ancoramento corporeo di questa patologia, e da che cosa questa sia continuamente mantenuta e rinnovata.

Freud stesso aveva cercato le interazioni significative che connettessero psichico e biologico. E altri numerosi sono stati i tentativi, anche nella stessa area psicoanalitica, che hanno toccato o sfiorato questo delicato tema. Ferenczi praticava una tecnica attiva facendo agire i corpi dei pazienti in terapia (e agendo direttamente su di essi). Winnicott sottolineava le fondamentali funzioni corporee di una madre sufficientemente buona, e nella tecnica terapeutica metteva l’accento sul tenere (holding) anche fisicamente. Balint parlava dei bisogni fondamentali dei bambini di tenerezza e di amore, e della e dell’importanza di soddisfarli anche fisicamente (in un parallelismo molto stretto con le situazioni terapeutiche). Molte tecniche oggi sviluppano sempre più una sensibilità verso la comprensione e l’implicazione diretta del corporeo.

All’interno dell’area della Psicoterapia corporea si esplorano (oramai da più di 50 anni) le interfacce tra le dimensioni psichiche e quelle somatiche e biologiche: ad esempio quelle che connettono i disturbi psicosomatici con le rappresentazioni psichiche; oppure le emozioni con i movimenti e gli atteggiamenti del corpo.

 

Il Neo-Funzionalismo

Il Neo-Funzionalismo, andando ancora più avanti in questa direzione, esplora i processi del micro (equilibrio vegetativo, funzionamenti ormonali, fisiologia dei tessuti e degli organi interni) in collegamento con quelli del macro (respirazione, movimenti, posture, tono muscolare, ecc.). L’approccio Funzionale in Psicoterapia e il relativo modello del Sé hanno permesso di individuare delle grandi aree nelle quali possono essere suddivisi e raggruppati tutti i processi di funzionamento del Sé. Il Sé, secondo tale concezione è un sistema complesso nel quale tutte le componenti sono integrate e presenti sin dalla nascita: è un’organizzazione di Funzioni psicocorporee (non di parti), ognuna delle quali rappresenta l’intero Sé.

Ciascuna area del modello Funzionale del Sé è definita da una specificità di Funzioni. Così l’area dell’Emotivo si caratterizza per la capacità di dare coloriture affettive a tutte le relazioni (escludendo una neutralità del bambino nei confronti del mondo circostante), e comprende al suo interno sentimenti positivi e negativi, l’appercezione di Sé, etc. Il Fisiologico comprende i sistemi e gli apparati interni dell’organismo (dai sistemi percettivi a quelli del neurovegetativo, dal cardiovascolare al respiratorio al digestivo all’ormonale, fino al funzionamento microcellulare biologico). L’area del Posturale invece è caratterizzata dalla struttura dei muscoli, dalla loro capacità di eseguire piccoli e grandi movimenti, dalla forma che negli anni si è scolpita nel corpo nelle sue varie parti, dalle posture che esso assume abitualmente, e così via. Infine l’area definita come Cognitiva è rappresentata dal mondo dei ricordi, dalle fantasie, dal simbolico, dalla consapevolezza e dal razionale

Le alterazioni del Sé e l’ammalarsi

Ora ciascuna di queste aree e delle Funzioni che le compongono possono subire delle alterazioni a causa delle condizioni frustranti o non accoglienti nella vita del bambino. Una Funzione può ipo o ipersvilupparsi; può perdere mobilità (la persona vedrà capacità percettive restringersi, potrà cadere in stereotipie affettive o motorie, o avere ripetitività nelle idee, etc.); o potrà disconnettersi con le altre Funzioni. Figura 1 2015

 

Fig. 1. Il Sé alterato di una paziente

Cerchi Rossi = Funzioni alterate e sclerotizzate

Cerchi Blu = Funzioni ancora mobili

Cerchi grandi o piccoli = Funzioni ipersviluppate o iposviluppate

 

Da numerosi studi dell’infant research appare da tempo chiaro che le prime alterazioni della persona nascono nelle zone di interazione tra mentale e biologico: o – come sostiene il Neo-Funzionalismo – dalle alterazioni e sconnessioni delle Funzioni psicocorporee del Sé legate alle prime Esperienze di Basse [1]dell’Essere Tenuti, Essere Visti e Valorizzati, del poter non Attivarsi continuativamente, del Benessere profondo.

Ogni disturbo, sia di tipo più specificamente psichico che di tipo somatico, è in fondo caratterizzato da una alterazione complessiva Funzionale del Sé. L’ammalarsi è una patologia dell’intera personalità che può poi prendere una strada piuttosto che un’altra; ma nel suo insieme presenta sempre una mescolanza di sintomi fisici e psichici, nonché una presenza di alterazioni dei Funzionamenti di fondo dell’essere umano[2].

 

I disturbi isterici

Questa alterazione dei funzionamenti del Sé ha una connotazione specifica e ben individuabile nei disturbi tradizionalmente classificati come “isterici”. Vediamo a proposito degli esempi.

La paura

Alcuni pazienti hanno allontanato dalla sfera del cognitivo la consapevolezza della paura, ma la paura si fa avvertire indirettamente in altre sfere del Sé. I pazienti possono avvertire (ed è a quel punto qualcosa di strano e incomprensibile) intollerabili sensazioni di dolore o di fastidio nell’essere toccati in alcuni punti del loro corpo perché lì si è annidata una paura non consapevole.

Sensazioni e piacere

Due altri Funzionamenti di fondo molto alterati sono quello delle sensazioni e quello del piacere. Possiamo infatti rilevare che sono molto carenti le sensazioni tranquille di piacere, mentre è presente una eccitazione troppo forte nell’area genitale, che può diventare a volte insopportabile, e che spesso spinge i pazienti a cercare soddisfazione, ma spesso solo come idea senza giungere ad un effettivo compimento.

A volte questa alterazione porta ad avere intense fantasie sessuali che però sono sconnesse con le sensazioni reali di piacere ed ancora una volta portano a movimenti seduttivi ma non a relazioni reali e soddisfacenti.

Già molti anni fa Reich aveva notato che, in pazienti con una tipica formazione masochistica, potevano subentrare dei disturbi isterici ma solo al momento in cui cessavano di essere attive le loro intense fantasie masochistiche; a sottolineare che fantasie e sensazioni reali fisiche non sono più in stretta connessione.

Capacità di contrastare l’altro

Quasi tutti i pazienti isterici, poi, non riescono ad esprimere una assertività, una forza calma, una capacità di sana aggressione con gli altri direttamente, ma soltanto attraverso una espressione indiretta, cioè quella del lamento. Il movimento reale di contrasto all’altro non riesce a uscire, perché questi Funzionamenti di fondo sono alterati e trattenuti, nonostante sia presente il sentimento di avversione per l’altro.

Alterazioni interne del fisiologico

Spesso si possono rilevare abnormi percezioni dei movimenti interni: allora il paziente avverte strane sensazioni di freddo o di caldo violento, correnti elettriche, scosse, indurimenti, pesi. Si tratta di funzionamenti dell’area fisiologica che non sono più in collegamento diretto con le situazioni reali esterne, e che quindi hanno anche perso il loro significato reale per i soggetti in questione. Somatizzazioni, anche acute e violente, possono insorgere e scomparire in pochissimo tempo e non perché siano un’invenzione mentale dell’isterico. Il fenomeno è ben più complesso e passa attraverso il livello fisiologico profondo.

Le innervazioni vegetative profonde dello stomaco, ad esempio, possono portare, a causa dell’alterazione del sistema neurovegetativo e della sconnessione con la relativa emozione (rabbia o paura), ad una stimolazione non più modulata, e così forte e improvvisa da provocare forti spasmi e dolori davvero violenti. Buttata fuori l’emozione attraverso questa strada indiretta e distorta, il riequilibrarsi rapido del vegetativo può condurre alla scomparsa del sintomo e del dolore. Altre volte è il funzionamento del diaframma e del meccanismo respiratorio che subisce violente e rapide modificazioni, del tutto separate dal livello cognitivo, producendo tensioni e disfunzioni sia dei fasci muscolari che lo circondano (all’attaccatura delle costole e della colonna vertebrale), sia della muscolatura liscia interna.

Un altro fenomeno frequente è legato alla mancanza di modularità e morbidezza nella variazione del tono muscolare di alcune parti del corpo. I muscoli sembrano rispondere a stimolazioni emotive direttamente e in modo abnorme ed esagerato. Contrazioni improvvise, ipertonie violente, portano a percezioni dolorose acute e subitanee, o si ripercuotono sull’apparato percettivo provocando parestesie a volte intense e paralizzanti.

Sono note le sensazioni di correnti, formicolii, addormentamenti che possono irrompere in alcune parti del corpo ed intensificarsi sino ad arrivare a paralisi vere e proprie, soprattutto a carico degli arti. Anche questo fenomeno può essere riconnesso ad un funzionamento brusco, a salti (non modulare appunto), del piano fisiologico (movimenti interni dei fluidi, movimenti interni vegetativi, nutrimento e apertura dei tessuti interni) dovuti anche ad un’alterazione della modalità di respirazione che può essere sovente riscontrata nei disturbi isterici. Si tratta di una respirazione molto limitata e quasi sempre solo toracica (non diaframmatica). La riprova la possiamo avere lavorando in terapia con un modello corporeo (Funzionale), poiché tutte le volte che intensifichiamo e modifichiamo (facendola divenire realmente diaframmatica) una respirazione trattenuta e alta, ritroviamo fenomeni simili (correnti, formicolii, etc.), ma comunque molto più dolci e benefici effetti sull’intera struttura dell’organismo del paziente Possiamo a ben ragione dire, allora, che si tratta di movimenti interni che dovrebbero essere normalmente presenti, ma che invece irrompono improvvisamente in un organismo disabituato ad essi[3].

Alcuni esempi

Alcuni casi possono illustrarci concretamente quanto detto sui disturbi isterici.

Claudio soffre di una anestesia genitale molto forte che gli impedisce quasi del tutto e da molti anni di avere un benché minimo rapporto sessuale. In lui è molto evidente una profonda alterazione del livello fisiologico percettivo e tattile in tutto il corpo.

Antonella ha dolori che le appaiono d’improvviso in differenti partì del corpo. La voce è pervasivamente lamentosa e nasconde una rabbia compressa, ma sempre associata ad un paralizzante senso di impotenza. Molti punti del suo corpo se toccati la fanno “scattare” con una sensazione di insopportabilità, specie le zone dove le ossa sporgono, e in particolare le anche. Anche in questo caso la percezione tattile sembra in balia, in modo patologico, di prorompenti emozioni.

Diego ha problemi di eiaculazione precoce. Colpisce subito una ipersensibilità al solletico e una motilità esagerata e inconsapevole. Caratteristica in lui è la presenza di sensazioni interne strane, a volte troppo forti, come ad esempio quella di esplosione nel bacino.

Ornella ha fantasie sfrenate e sconnesse da ogni senso di realtà, che finiscono per degenerare in paure di impulsi incontrollabili. Il suo organismo è continuamente in bilico e facilmente viene travolto da ondate di movimenti vegetativi (tremiti, sudori, spasmi, ecc.) che la sconvolgono, la spossano e la impauriscono ancora di più.

 

Disturbi isterici in tutte le alterazioni del Sé

Se osserviamo attentamente, possiamo rilevare che comune a tutti questi casi è il crollare di un atteggiamento di controllo esagerato. La capacità di trattenere, comunque sempre troppo sviluppata, cede ad un fiume disordinato e pauroso che coinvolge soprattutto alcuni piani Funzionali dell’area fisiologica: il percettivo, con il tatto e la motilità interna; il cenestesico; e il piano del tono muscolare di base (spasmi, correnti, paralisi). Anche una parte del posturale è coinvolta, quella dei movimenti involontari: tremiti, clonismi, scatti, ecc.

Ciò che sembra caratterizzare questi pazienti è che all’allentarsi dell’atteggiamento di controllo, sia il mondo delle fantasie che delle emozioni si traducono direttamente in modo patologico e abnorme in forti alterazioni fisiologiche, vegetative, sensoriali, muscolari e motorie.

Un secondo punto significativo è che fenomeni simili (non solo meno intensi ma addirittura benefici) sembrano presentarsi sempre nel corso di una terapia ad integrazione corporea. Ciò starebbe ad indicare che, in misura più o meno elevata, sconnessioni e alterazioni che emergono violentemente nei pazienti isterici sono più o meno sempre presenti alla base di tutte le  alterazioni del Sé. La spiegazione la si potrebbe collocare nella centralità del meccanismo della respirazione, che influisce su tutti i processi del fisiologico regolandoli e modulandoli. E la respirazione la ritroviamo quasi sempre alterata perché modificata dal bambino (trattenuta, ridotta al minimo, resa superficiale, portata tutta nel torace) nei vari e differenti tentativi sia di tenere a bada l’angoscia, la paura, la rabbia e tutti i Funzionamenti di fondo non accettati dall’ambiente affettivo circostante, sia di non percepire tutti i risvolti che nel corpo si alterano e che rimangono incapsulati lì, nonostante tutto, pronti ad esplodere come una bomba innescata. Ciò porterebbe a chiarire come i fenomeni isterici non possano essere considerati oggi diminuiti o scomparsi, ma solo modificati in intensità e modalità, perché comunque essi rientrano (in una visione Funzionale di unitarietà dei disturbi psichici e somatici), come componente non separata, e in misura più o meno intensa, all’interno di ogni quadro patologico complessivo del Sé.

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Luciano Rispoli

Paola Bovo

[1] Le Esperienze di Base sono quelle esperienze fondamentali per preservare l’integrità del bambino e permettergli il suo pieno sviluppo. Se attraversate più e più volte in modo positivo diventano vere e proprie capacità e possono definirsi Funzionamenti di fondo.

[2] I Funzionamenti di fondo sono i modi fondamentali di essere del Sé nel mondo con sé stessi e con gli altri, e si possono definire Esperienze di Base nello sviluppo evolutivo.

[3] Siamo qui di fronte ad una importante acquisizione relativamente al significato dei sintomi in generale, cioè la valenza di “auto-cura” che essi hanno, come tentativo di reagire all’immobilità e all’alterazione di base della struttura del Sé.

 

Bibliografia
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