Scuola di Psicoterapia: Tecniche della Psicologia Funzionale per l’infanzia

Scuola di Psicoterapia: Tecniche della Psicologia Funzionale per l’infanzia

 

luciano rispoli psicologia

 

 

 

 

 

 

 

 

Scuola di Psicoterapia: Tecniche della Psicologia Funzionale per l’infanzia

Di seguito presentiamo un interessante articolo a cura di Rita Pinetti estrapolato dalla Rivista di Psicologia dove verranno illustrate le Tecniche della Psicologia Funzionale riferite al contesto infanzia.

 

L’infanzia e lo sviluppo del bambino sono da sempre oggetto di interesse da parte di clinici e terapeuti di diverso orientamento teorico.
Una Teoria clinica non può prescindere da un modello di sviluppo che permetta di comprendere quali siano le premesse per il mantenimento del benessere, dove originino le alterazioni portate dai pazienti come sintomi, come e dove si possa intervenire per ripristinare un buon funzionamento della persona. E quindi conoscere questo funzionamento a partire dall’infanzia è imprescindibile.
La grande attenzione per l’infanzia, però, non si spiega solo in funzione dell’intervento con l’adulto ma anche per la crescente domanda di cura e sostegno ai bambini stessi che nella società attuale, più che in epoche passate, sembrano presentare disagi e alterazioni che rischiano di trasformarsi in sintomi e disfunzioni cronicizzate.

Le radici del disagio infantile sono da ricercare, oltre che nel mondo relazionale e affettivo del singolo bambino, anche nel funzionamento e nelle caratteristiche della realtà socio-culturale attuale, almeno per quanto concerne il mondo occidentale tecnologicamente avanzato.
La diffusione dei videogiochi, della realtà virtuale, dei social media, la preminenza di modelli di successo e perfezione fisica, la realtà sempre più diffusa di nuclei familiari ristretti, sono la cornice in cui i bambini crescono, si sviluppano e conoscono se stessi e il mondo. È inevitabile che il contesto socio culturale determini quali Esperienze di Base vengano prevalentemente vissute e, di contro, quali siano più carenti e penalizzate (L. Rispoli, 2004).

L’intervento nell’infanzia non può prescindere da queste considerazioni proprio per poter essere efficace dal punto di vista della prevenzione e della cura; e deve orientarsi, innanzitutto, a controbilanciare gli effetti derivati da questa realtà sostenendo le Esperienze di Base che risultano più penalizzate, come il Contatto, il Sentirsi e la Condivisione.

Naturalmente, un intervento che voglia essere efficace non può prescindere da un parallelo, o meglio integrato, lavoro di sostegno e accompagnamento rivolto agli adulti che fanno parte della realtà quotidiana dei bambini (genitori, insegnanti, educatori, ecc.). L’intervento clinico con i bambini di diverse età rappresenta un campo di grande interesse anche per quanto concerne l’utilizzo e l’adattamento d elle tecniche terapeutiche per questo tipo di utenza. La Psicologia Funzionale fornisce tecniche coerenti con il proprio modello teorico-clinico, intese come strumenti che permettono al paziente di attraversare e recuperare le Esperienze di Base carenti o alterate. Tali tecniche possono essere facilmente adattate attraverso giochi, strumenti, accorgimenti, anche a contesti e ad utenze diversi da quelli del lavoro con gli adulti, come nel caso dell’intervento nell’infanzia.

Le tecniche terapeutiche per l’infanzia costituiscono un importante aspetto di specificità dell’intervento in età evolutiva. Queste, infatti, devono  essere per la maggior parte “improntate 

al gioco per essere fruibili da parte dei bambini ma sempre collegate alle Esperienze di Base e, dunque, modificate e adattate per questo fine” (Rispoli L., 2004). La terapia con il bambino deve essere ludica, improntata al piacere e alla giocosità. Il gioco è un’attività centrale per lo sviluppo del bambino su tutti i piani del Sé e, dunque, anche la terapia deve essere fondamentalmente gioco.

 

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Psicologa, psicoterapeuta Funzionale, socia S.I.F, docente S.E.F. Si occupa principalmente di psicoterapia individuale con adulti, ad

olescenti e bambini. Collabora con l’U.L.S.S 16 di Padova attraverso interventi clinico-riabilitativi nell’ambito della disabilità neuropsichica grave e progetti di formazione per operatori e medici dell’area neuropsichiatrica. 

 


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