Psicoterapia e Neuroni Specchio: articolo di psicologia a cura di Luciano Rispoli

Quello di seguito è l’estratto di un interessante articolo scientifico sui Neuroni Specchio e le conseguenze Neuroscientifiche nel campo della Psicoterapia; articolo a cura di Luciano Rispoli.

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I Neuroni Specchio nella Psicoterapia


ESTRATTO DELL’ARTICOLO

Lo schema classico

Nello schema neurologico classico si pensava che il sistema motorio avesse un ruolo secondario, un ruolo puramente esecutore. Dunque, il Sistema Motorio non è un mero esecutore passivo di comandi originati altrove, ma contribuisce in modo decisivo alle trasformazioni senso-motorie, cioè all’individuazione degli oggetti e al realizzare movimenti delle varie parti del corpo per le varie azioni che possiamo e vogliamo compiere con quegli oggetti.

I neuroni dell’area corteccia premotoria

Un altro punto per comprendere in che senso il Sistema Motorio è connesso ad azioni che hanno una configurazione complessa e non a singoli movimenti, ci viene dallo studio di questi neuroni. Per afferrare un pezzo di cibo, ad esempio, c’è un neurone addetto a questa azione specifica: ed è lo stesso neurone che scatta sia se il cibo viene afferrato con una mano, sia con l’altra, sia con la bocca direttamente. Dunque questi neuroni non sono collegati al movimento ma ad una azione che può essere compiuta addirittura con movimenti del corpo completamente differenti,

Altro esempio ci è dato dalla scoperta che uno stesso movimento, ad esempio la flessione del dito, è attivato da un certo determinato neurone se è per afferrare una tazzina, e da uno diverso se la flessione è per grattarsi il viso, cioè se si tratta di azioni differenti.

Più ricco è il vocabolario più opportunità pratiche di azione sugli oggetti ci saranno per la persona. I neuroni reagiscono non alla forma dell’oggetto ma al significato che ha per la persona.

Altri neuroni bimodali: i neuroni specchio

I neuroni specchio sono una specificazione dei neuroni bimodali.

Le azioni compiute dall’altro assumono, dunque, significato proprio per il vocabolario di atti che il soggetto possiede. Si tratta di una reale conoscenza di base che regola l’esecuzione delle proprie azioni, e che viene usata anche durante l’osservazione dell’azione compiuta dall’altro.

E tutto questo vale anche per i movimenti del viso, ovvero per le espressioni delle varie emozioni. I neuroni specchio si attivano non solo per atti transitivi su oggetti ma anche per atti intransitivi e azioni mimate; il sistema motorio entra in risonanza anche con i movimenti facciali altrui. Ma ancora una volta solo se si tratta di azioni ed espressioni inscritte nel proprio vocabolario di atti.

Nella risonanza delle emozioni è implicata anche l’insula.

I neuroni specchio, dunque, ci fanno capire come funziona l’empatia, cioè la capacità di vivere situazioni e sensazioni dell’altro, di sentirsi al suo posto.

Dunque, il riconoscimento delle azioni e delle intenzioni degli altri attraverso vie non riflessive dipende dal nostro patrimonio motorio: i movimenti osservati vengono correlati ai propri, e questo permette di riconoscerne il significato. (Rizzolatti)

Influenze di queste scoperte sulla psicoterapia

Una prima ricaduta immediata importante di queste scoperte è stata l’utilizzazione del Senso-Motorio su bambini con gravi problemi psichici.

Un primo punto da chiarire è che malattie e disturbi sono alterazioni del funzionamento di tutti i Sistemi, nessuno escluso. Ed è anche ormai chiaro che a causa delle alterazioni dei vari funzionamenti i Sistemi perdono la loro integrazione piena: si producono interruzioni tra le loro interrelazioni. Bisogna allora intervenire sul Sistema Sensoriale, sul Motorio, oltre che sull’Emotivo e il Cognitivo, nonché sul Neurovegetativo e sull’Endocrino.

Dunque bisogna produrre cambiamenti veri e propri (e nel senso giusto) in tutte le Funzioni psico-corporee, in tutti i Sistemi del Sé.


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I Neuroni Specchio nella Psicoterapia


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