Luciano Rispoli: La Psicologia del “diverso”. Nuove teorie “Funzionali” sul Sè.

Luciano Rispoli: La Psicologia del “diverso”. Nuove teorie “Funzionali” sul Sè.

Luciano Rispoli: La Psicologia del “diverso” . Nuove teorie “funzionali” sul Sé.

A cura di Luciano Rispoli

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Di seguito un interessante articolo, a cura di Luciano Rispoli, sulla psicologia del “diverso” inteso anche come novità. All’interno di esso possiamo capire come il bambino si interfaccia con le novità.

 

La Psicologia del “diverso” . Nuove teorie “funzionali” sul Sé.

Il rapporto con tutto ciò che non conosciamo e che ci si presenta in forme inusuali e sconosciute ha radici antiche nella nostra esperienza infantile. Eppure queste prime vicissitudini dell’infanzia, le prime relazioni in famiglia, il modo in cui il neonato viene accolto dall’ambiente circostante, e poi man mano allevato durante gli anni della fanciullezza, hanno un’importanza decisiva su come da grande sarà poi capace di guardare e accettare il “diverso”. Le più recenti ricerche sull’infanzia ci hanno portato a scoprire che il neonato ha sin dall’inizio una grande curiosità per le novità. Il suo interesse è attratto da movimenti, oggetti, persone, senza alcuna forma di diffidenza precostituita.

Anche più tardi, nei primi anni di vita, se nulla interviene a bloccare questa fortissima spinta iniziale del Sé, il bambino conserva la capacità di affacciarsi sul nuovo,di cercarlo con grande desiderio, di espandere le sue esperienze e le sue conoscenze. Ciò non significa che non abbia gusti e preluciano rispoli psicologiaferenze, che invece sono presenti chiare e spiccate sin dall’inizio, poiché sin dall’inizio sono presenti tutte le capacità di interazione tra il Sé originario e l’ambiente esterno. Ma la mobilità del bambino è tale che egli facilmente assaggia, prova, modifica le sue preferenze, cambia gradatamente ma continuamente. E’ con grande facilità che, non solo da neonato, ma anche più tardi, il bambino passa per esempio dalle braccia dei genitori a quelle di un estraneo (purché l’estraneo sia tranquillo e sicuro nel prenderlo e il bambino non sia già stato spaventato sui pericoli dell’esterno), con curiosità, piacere e sincera allegria…

 

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