Scuola di Psicoterapia: i Problemi e i Disturbi Psicosomatici nella Pancia

A cura di Paola Barbara Bovo 

 

Ci sono continui e numerosi articoli e interventi nei media sul problema del grasso eccessivo, del sovrappeso, sul problema di pance troppo sporgenti, giro vita non sufficientemente sottili. Ci sono in corrispondenza continue proposte di vendite televisive riguardanti fasce elastiche che comprimono, leggings che assottigliano il giro vita, e così via.

Ancora oggi imperano modelli (soprattutto femminili ma non solo) di pance rientranti e girovita molto sottili, modelli che – come vedremo di seguito – sono intervenuti nelle nostre culture dall’esterno, da altri paesi e altre culture che non sono la nostra.

Ma non è stato sempre così nella nostra cultura, e non è così ancora oggi in altre culture presenti in vari e differenti paesi del nostro paese.

Ma cosa è la pancia per gli esseri umani?

La pancia nella varie culture

Innanzitutto, bisogna dire che in tutte le culture indigene e tribali la pancia ha sempre assunto un ruolo importante, forse molto più importante che nelle culture più civilizzate (nelle quali come abbiamo già accennato si tende a nasconderla).

La pancia è simbolo di accoglimento, simbolo ancestrale e profondo di fertilità, perché nella pancia cresce la vita umana.

Ma la pancia è anche simbolo femminile molto forte, non solo per la maternità. La pancia femminile ha un aspetto armonico e sensuale, che deriva proprio dalle sue africanchildren_fourcurve morbide; basti pensare all’arte della danza del ventre nelle culture medio orientali (culture che per altri aspetti mortificano la presenza e la visione del femminile).

La pancia è mostrata spesso con orgoglio, con la sua netta rotondità, perché per molte culture, quelle antiche ma anche alcune moderne, non ha senso ritirarla in dentro in modo innaturale e forzato per aderire a un’ideale di bellezza costruito e del tutto innaturale.  

D’altra parte, laddove c’era un clima caldo, la pancia è restata per millenni sempre scoperta e visibile, messa quasi in primo piano.

E’ interessante infine notare che la pancia, presso molte popolazioni antiche non veniva abbellita con monili o pitture o elementi perforanti (come il piercing odierno), forse perché rispettata nelle sue funzioni naturali di dispensatrice di vita, e perché bella di per sé.

La pancia nella storia evolutiva del bambino

E’ interessante anche vedere come la pancia è presente nel mondo del bambino durante il suo sviluppo.

La pancia è la parte morbida del nostro corpo, intima per certi versi, delicata e vulnerabile. Ma i vissuti che si percepiscono attraverso questa parte non sono semplicisticamente solo quelli morbidi e teneri. In ogni parte del nostro corpo si stratifica un’ampia e multiforme varietà di esperienze e di emozioni.

Il vissuto più arcaico della pancia è il Contatto. Quando il neonato sta sdraiato a pancia in giù sulla pancia della madre è il Contatto Tenero che egli vive in modo molto intenso.

Baby massage.

Naturalmente questo è anche un primo modo di Sentirsi, di percepire la propria pancia, i propri moti interni, in collegamento stretto con la madre. E’ solo più tardi che il bambino imparerà a darsi Contatto da solo, toccandosi la pancia con le mani; apprenderà a Sentirsi, con le mani poggiate sulla pancia (8-10 mesi).

La pancia comunica al bambino, sin dai primi mesi, una sensazione molto importante, quella di Sazietà. La pancia piena, ben visibile in un neonato dopo che ha preso il latte, rassicura, calma il desiderio di mangiare, produce uno stato di piacevole allentamento. Problemi di alimentazione sono notoriamente collegati anche ad un’alterazione del meccanismo di Sazietà. 

Ma collegati all’alimentazione sono anche i primi Dolori improvvisi, le colichette e le diarree che spaventano il neonato (3-4 mesi). Al di là del dolore (non certo piacevole) è la sensazione di Sciogliersi, che spaventa. Il neonato sente un risucchio verso il basso, un diventare liquido, un qualcosa che lo attraversa senza che possa essere fermato, quasi un perdersi.

Più in avanti nel tempo (6-7 mesi) la posizione a pancia in giù sarà per il bambino un modo del tutto naturale di darsi Autoprotezione, di mettere la sua parte vulnerabile al sicuro, sotto lo “scudo” della schiena. Molte persone continuano a dormire da adulti a pancia sotto; alcuni, addirittura, non riescono ad addormentarsi che in questa posizione.

Insieme al Contatto, uno dei vissuti centrali della pancia, sin dai primi mesi, è la Tenerezza; da sempre la pancia è sinonimo di morbidezza, di calore, di affetto, di Amore. Le carezze sulla pancia sono carezze intime, colme di Amore e di Tenerezza. Un bambino si calma subito quando viene accarezzato sulla pancia.

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I vissuti positivi non terminano qui. E’ nella pancia che si avvertono le sensazioni piacevoli di profondo Benessere (sin dai 5-6 mesi di vita); non tanto e non solo quello della Sazietà, quanto quello che si genera in uno stato “di grazia” in cui tutto l’organismo sta veramente bene.

La pancia è anche Apertura: stare a “pancia all’aria” vuol dire godersi il dolce far niente, Oziare; non chiusi ma aperti a qualunque situazione o a qualunque persona (1-2 anni). La pancia Aperta è possibile solo quando il bambino conosce la calma piena e un buon contatto con se stesso.

Una pancia “in fuori” è ostentare Sicurezza (4 anni). Andare mostrando la pancia è un po’ non curarsi degli altri, sbattere loro in faccia il proprio star bene, godersi la propria pienezza.

Al contrario, la pancia “in dentro” è un Trattenere le emozioni, un controllare soprattutto la Paura. Il fiato è sospeso, il diaframma deve essere contratto; e perciò la pancia si ritira tutta all’indentro (2 anni di vita). D’altra parte la pancia conosceva già da prima la sensazione e gli effetti della Paura, a partire dalle prime coliche del neonato, da quello sciogliersi e liquefarsi al di là della propria volontà. La paura ricompare nella pancia con queste stesse caratteristiche; non è un caso che sotto l’effetto della Paura l’intestino abbia un moto violento, e che comunemente si dica che ci si “fa sotto” dalla Paura.

Ci sono altre situazioni in cui la pancia non è morbida: a volte si indurisce in un Farsi Forza indispensabile in determinate situazioni (a partire dai 5-6 anni), in un dover resistere a tutti i costi. Anche la pancia, dunque, è una sede della Forza, ma una Forza meno attiva, più passiva.

Anche la Rabbia può interessare il Distretto della pancia; ma non è una vera e propria sensazione di Rabbia quella che il bambino percepisce nella propria pancia. Sono piuttosto gli effetti della Rabbia che si avvertono, sotto la forma di intense contrazioni simpaticotoniche prima, e vagotoniche dopo (a partire dai 2-3 anni). Ancora una volta si hanno coliche e diarree, questa volta causate dalla Rabbia: non come effetto immediato, ma quando la Rabbia è passata e “digerita”, e l’organismo si rilascia nuovamente dopo la forte contrazione.

Un altro effetto negativo che si risente nella pancia è quando ci si è rimpinzati esageratamente. La Sazietà, allora, da piacevole che era si trasforma in una condizione di Gonfiore e dolenzia; la pancia è Imbarazzata dal troppo cibo, non riesce a smaltire e a digerire. Nel neonato questo non accade perché a quell’età è sicuramente intatta la capacità di autoregolazione. Più tardi, invece, (2-3 anni) l’impulso a mangiare può sganciarsi dalla fame fisiologica, il bambino è spinto a mettere continuamente cibo dentro: o perché questa è una delle preoccupazioni ossessive dei genitori, o come sostituzione di altri suoi bisogni fondamentali insoddisfatti. Da grandi si conserverà questa sensazione negativa di Imbarazzo alla pancia quando si è presi da troppe Preoccupazioni, quando si è costretti a sopportare cose che “non si digeriscono”.

La pancia è una “cavità” che può Contenere al suo interno non solo il cibo ma anche l’amore per l’altro. Gli affetti li si vivono nella pancia. E’ con la pancia che idealmente si prendono dentro di sé le persone care, e i bambini sono pronti e maturi per questo saper Contenere non prima dei 6 anni. Molto più tardi, nelle ragazzine, questo vissuto si trasformerà nel desiderio o nella capacità di maternità: poter far crescere e portare dentro di sé addirittura una nuova vita.

L’attenzione alla pancia oggi

In ogni caso, oggi l’attenzione alla pancia è fortemente presente: purtroppo prevalentemente come ossessione tutta occidentale di non farla aumentare troppo, di tenerla sotto controllo, di farla diminuire se esce al di fuori dei modelli imperanti. Oppure come rivendicazione al diritto di presenza di grasso in eccesso e di sovrappeso, che non è l’attenzione alla bellezza della pancia ma una difesa esageratamente contrappositiva alle pance contenute e ai modelli di magrezza.

9c22e656f511316e78aa363c31499a13Ma la pancia rimane comunque una parte importante del nostro corpo, connessa ad uno stato di benessere più generale, segnale importante della propria salute complessiva. E’ quindi giusto occuparsi della propria pancia e poterla curare per ridarle uno stato di salute pieno, che è anche uno stato di bellezza e armonia. Qui di seguito daremo precisazioni e consigli su come recuperare condizioni di alterazione che non sono positive né nel senso estetico né nel senso della salute.

Di costituzione magra ma con la pancia troppo in dentro  o un po’ troppo “tonda”

Innanzitutto, come abbiamo già detto, una leggera rotondità della pancia è normale, è segno di salute. Fino agli anni ’20 – ’30 (ma ancora di più nei secoli scorsi) le rotondità del ventre erano molto apprezzate e caratterizzavano i canoni di bellezza, soprattutto femminile: basti pensare ai quadri rinascimentali come esempio più evidente di pance ben rotonde.

Comunque una leggera rotondità può essere presente come segno di salute normale anche in chi ha una costituzione magra.

Pancia in dentro

Quando la pancia è troppo all’in dentro, si può dire che siamo in presenza di un atteggiamento esagerato nel trattenere, nel ritirarsi. La respirazione per forza di cose diventa toracica (la pancia è spinta in fuori quando il diaframma si abbassa), e questo crea una condizione negativa di continua vigilanza e attivazione (dovute alla simpaticotonia che la respirazione toracica produce).  La pancia in dentro, dunque, non solo finisce per non essere esteticamente piacevole ma è anche un chiaro segnale di un disfunzionamento di cui prima o poi emergeranno le conseguenze negative.

Consigli e alcune tecniche

Per migliorare questa condizione potrebbe essere sufficiente “lasciare”, smettere di tenere e trattenere, con l’aiuto di una vera e profonda respirazione diaframmatica: la pancia si solleva nell’inspirazione liberandosi a poco a poco della costrizione muscolare che la teneva trattenuta in dentro.

Pancia in fuori

Una pancia troppo portata in fuori è viceversa indice di una postura generale non corretta: il bacino è ruotato all’indietro e le spalle sono un po’ curve in avanti. La pancia troppo in fuori rappresenta un’espressione di una qual certa tracotanza, che in alcuni momenti può essere positiva ma che in altri è decisamente inadatta e negativa. Quante persone (in differenti culture), e specie gli uomini, assumono questo atteggiamento di tracotanza, questo atteggiamento di sicurezza e di superiorità! In alcune regioni di Italia si dice che “un uomo di pancia è un uomo di conseguenza”, vale a dire che pesa, che è importante, che agisce.

Consigli e alcune tecniche

Per ovviare a questa condizione esteticamente e clinicamente non positiva bisogna recuperare una postura ben eretta, in asse: la sola che esprime reale forza e tranquilla sicurezza.

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Pancia gonfia

La pancia può essere troppo tonda, troppo gonfia (più che in fuori), anche in assenza di troppo cibo. Dobbiamo comprendere che i nostri stati d’animo hanno un’influenza immediata e diretta sui nostri organi interni. Possiamo allora sostenere che sono le preoccupazioni, le ansie, lo stress che la gonfiano. In alcuni casi si finisce per ingerire molta aria per il nervosismo, e lo stomaco si gonfia.  Oppure può capitare che il colon si irriti per rabbia e ansia, e si gonfi facendo ingrossare la pancia. In quei momenti un pantalone e una gonna che andavano bene non si possono chiudere normalmente come prima. La pancia è tesa e dolente, spastica, tesa “come un tamburo”.

Consigli e alcune tecniche

Oramai si sa bene che per la pancia troppo tonda e gonfia è necessaria una corretta alimentazione: non mangiare troppi carboidrati come pane e pasta, molte verdure, pochi dolci e zuccheri, e una presenza equilibrata di proteine ad ogni pasto.

Ma uno degli interventi curativi più importanti (a pare l’alimentazione) è sciogliere l’ansia e lo stress. La calma permette di allentare i gonfiori. Ci sono molte tecniche per ripristinare la calma e vincere lo stress, e in tutte è sempre fondamentale una buona e profonda respirazione diaframmatica.

Si possono fare profondi respiri con un “aahh” liberatorio, come quando ci si scarica di un peso che ci ha a lungo oppresso. Si possono richiamare alla mente immagini di panorami che ci trasmettono calma, facendosi aiutare da musiche adatte. Si può muovere la testa dolcemente in varie direzioni, con movimenti piccoli, lenti e morbidi, per allentare ansia, tensioni, ed eccessivo controllo.

Ci sono, però, anche altri modi più diretti e immediati per aiutare la pancia, utili subito, nel momento dell’emergenza. Si tratta di far riprendere il movimento naturale dell’intestino, la peristalsi intestinale, in modo da sciogliere gonfiori e infiammazioni.

Piccoli massaggini sul colon – Stando sdraiati, si eseguono con il palmo della mano (o con le dita), senza premere troppo, seguendo il senso del movimento peristaltico, orario, seguendo il percorso del colon ascendente (a destra della persona) trasverso (dalle costole di destra a quelle di sinistra ma un po’ più in alto) e infine il discendente (a sinistra sino alla zona inguinale). Più volte, e delicatamente: il colon si tranquillizza e si calma, si liberano tensioni e aria in eccesso.

 Respiro a lasciare e a continuare – Sdraiati supini. Con la bocca aperta (per non controllare e trattenere) si inspira lentamente in modo che l’aria entrando sollevi la pancia, e poi si lascia uscire l’aria naturalmente, lasciando completamente (in un tempo che è nettamente più breve dell’inspirazione). Fin qui è come una respirazione diaframmatica spontanea; poi, però, si forza un po’ l’aria restante a uscire, tirando la pancia in dentro. Poi si lascia e si ricomincia un altro ciclo. L’effetto che si ottiene è molto profondo ed efficace.

 Respiro e bacino – Sdraiati supini, le ginocchia piegate e i piedi poggiati sul lettino. Si inspira (sempre lentamente) facendo ruotare il bacino all’indietro (si crea una curvatura, un “ponte” sotto la parte bassa della schiena) e poi si lascia scivolare il bacino in avanti, lasciando muscoli e respiro (in un movimento che è come al solito più breve che nell’inspirazione).

Girovita tutto abbondante e la pancia grossa

In questo caso possiamo scorgere una situazione di vera e propria “stasi” del movimento, un ristagno di scambi osmotici che crea nel girovita accumuli di energia, spesso con emozioni di rassegnazione e passività, accumuli dovuti a mancanza di slancio e di vitalità, a lentezza e immobilità. 

Consigli e alcune tecniche

Bisogna riprendere attività di movimento caratterizzate da guizzi, da accelerazioni, da momenti di velocità. E nella propria vita bisognerebbe eliminare almeno qualcosa di quanto c’è di “pesante”, ritrovando un po’ di leggerezza, di entusiasmo, almeno per qualcosa. E’ importante recuperare voglie e desideri, in un progetto di cambiamento vero, anche se piccolo e limitato.

Ma è anche importante riaumentare il drenaggio dei liquidi che tendono anch’essi ad accumularsi e stagnare. Per questo, oltre al bere frequentemente acqua realmente oligominerale (controllare il residuo fisso a 180°, che non dovrebbe superare i 100 mg/litro), è veramente molto utile ricorrere ad una respirazione diaframmatica intensa e profonda per circa 20 minuti, una o due volte al giorno. Il respiro diaframmatico agirà in profondità, a livello biochimico: e oltre a dare una gradevole e intensa sensazione di allentamento e di benessere, favorirà enormemente gli scambi osmotici delle cellule e dei tessuti, liberandoli dai liquidi trattenuti e accumulati.

 La gincana – In una stanza grande poniamo delle poltroncine, delle sedie, dei tavolinetti, in modo da creare tanti possibili percorsi che vi girano intorno, una vera e propria gincana. Cominciamo a camminare lentamente intorno a queste “aiuole” di traffico, cambiando spesso direzione; e man mano acquistiamo velocità. Una musica allegra e briosa ci può aiutare ulteriormente. Alla fine andremo veloci, cambiando con un guizzo improvviso direzione, con agilità e slanci molto piacevoli. Non trattenere il respiro.

 Accelerate per la stanza – Lo stesso si può fare girando con un gruppetto di persone in una stanza grande, in una palestra, andando in direzioni diverse e casuali, scansandosi per non urtare mai gli altri. Si cammina via via più velocemente, si cambia improvvisamente direzione con guizzi, giravolte, movimenti rapidi. Dove c’e spazio si accelera per un istante e poi ci si tuffa dove ci sono gli altri evitandoli continuamente con acrobazie veloci e molto divertenti.

 Lo scodinzolo – Sdraiati supini. Le ginocchia sono piegate e i piedi ben poggiati sul lettino. Si solleva il bacino e lo si fa oscillare in senso orizzontale, portando le due anche alternativamente verso l’alto , in un movimento di rotazione abbastanza veloce, come se si avesse la coda, come lo scodinzolare di un cane (ma non così veloce). Il movimento è accompagnato da respiro e voce, altrimenti si trasforma in un “trattenere” che non fa per niente bene. Si continua fino a che i movimenti non si scoordinano e diventa quasi impossibile proseguire. Allora, e solo allora, si lascia crollare il tutto giù e si allungano le gambe.

Muscoli e tessuti allentati

C’è in questo caso una mancanza di tono, di elasticità, in senso fisico e psicologico allo stesso tempo. Non è una mancanza di gioiosità e di movimento rapido e brioso, come nel caso del girovita abbondante, o un trattenere e ingoiare come per la pancia gonfia. Questa diminuzione di qualità nei tessuti e nei muscoli rappresenta piuttosto una carenza di forza vera, di energia piena e vibrante. E’ un po’ come un leggero invecchiamento precoce, un allentare esageratamente l’attivarsi.

 Consigli e alcune tecniche

In questi casi è bene riprendere i movimenti e le attività dove è richiesta una bella forza fisica, sia in palestra, che nello sport, come nella vita. Ma non basta; bisogna anche riprendere forza nell’affrontare gli altri, il mondo, nel realizzare quello che noi vogliamo. Bisogna riprendere forza e anche “consistenza”. Sentire il proprio “peso” e la propria energia.

 Voce vibrante – E’ molto utile recuperare una voce intensa e vibrante, magari cantando a voce piena. Non una voce soffocata e strozzata ma una voce forte, sonora e consistente. Ci si può allenare, se non si ha un posto isolato, anche andando in macchina, dove nessuno ci può sentire e meravigliarsi per la nostra voce. Bisogna prendere aria nella pancia e poi spingere forte spalancando la bocca per non chiudere la voce, con una nota potente e vibrante, non acuta, abbastanza bassa. Le sensazioni che ne deriveranno sono di forza e vitalità.

 Passi con forza – Piazzarsi ben saldi sul pavimento a ginocchia leggermente piegate. Respirare nella pancia, verso giù, e sentire il peso che scende verso il basso, come ci si incollasse al suolo e vi ci si mettesse dentro radici. Poi si alza un piede ci si solleva un poco e si ricade sul suolo con tutta la forza e il peso, senza ammortizzare il colpo con la flessione delle ginocchia (che restano appena appena flesse). Quando si dà il colpo con il piede sul pavimento si lascia uscire un suono forte e intenso con la voce, facendo attenzione a non strozzarla e a non andare nella rabbia. I passi con forza possono essere accompagnati con colpi forti delle mani nell’aria, colpi che si arrestano con fermezza in modo netto, come se si dessero dei veri e propri colpi di karate.

Conclusioni

Oggi possiamo comprendere finalmente bene che è importante liberarci da mode e modelli di bellezza forzati e innaturali. Ma possiamo anche aiutare la nostra pancia a stare meglio in tutti i sensi: a ridarci un aspetto fisico positivo e gradevole oltre che a rimettere a posto un tassello importante della nostra salute e del nostro benessere.

 

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