Psicologia e Neuroscienze – Psicoterapia Funzionale versus Teoria Polivagale

Psicologia e Neuroscienze – Psicoterapia Funzionale versus Teoria Polivagale

 


Psicologia e Neuroscienze – Psicoterapia Funzionale versus Teoria Polivagale

L’articolo “La teoria polivagale di Porges e le possibili ricadute nella pratica clinica:il punto di vista del Neo-Funzionalismo”, di Luciano Rispoli, Roberta Vacca ed Enrica Pedrelli, è stato pubblicato sull’ Activitas Nervosa Superior Rediviva, una rivista scientifica internazionale e interdisciplinare che tratta di Neuroscienze, Neurofisiologia, Neuroimaging, Cronobiologia        Neuropsicofarmacologia,  Psiconeuroimmunologia .

L’articolo ha l’obiettivo di rivedere sotto una luce differente il contributo scientifico posto dalla teoria polivagale di Stephen Porges, secondo la quale la chiave del nostro comportamento sociale e difensivo è da rintracciarsi nell’evoluzione adattiva del SNA, nello specifico del funzionamento del vago. Porges prende in considerazione i cambiamenti filogenetici nella struttura del vago e la funzione che esso esercita nella regolazione neurale dello stato viscerale. Egli afferma l’importanza delle origini filogenetiche delle strutture neurovegetative che regolano i comportamenti sociali e difensivi. Nello specifico, collega l’evoluzione del sistema nervoso autonomo all’esperienza affettiva, all’espressione emozionale, alla mimica del viso, alla comunicazione vocale e all’effettivo comportamento sociale. 

La teoria di Porges si basa sulla supposizione che i comportamenti adattativi sarebbero affidati a tre circuiti neurali, ciascuno dei quali rappresenterebbe un diverso stadio filogenetico del sistema nervoso autonomo dei vertebrati, ciascuno collegato ad un diverso sistema di feedback interessato dal vago. 

Per l’approccio del Neo-Funzionalismo e dei Sistemi Integrati, invece, non è possibile sostenere ed accettare la gerarchizzazione filogenetica perché, come chiariremo successivamente, mette in antagonismo diacronico il funzionamento del simpatico e del parasimpatico, e non prende in considerazione l’esistenza nel funzionamento umano delle polarità con tutte le relative sfumature (gamme), nonché le Esperienze di Base del Sé (EBS), vale a dire i modi fondamentali di porsi del Sé nel mondo, che sono specifici e adatti per ogni situazione. E infine, non tiene in considerazione il nostro funzionare in maniera intera ed integrata, non gerarchica. 

Ciò non significa, secondo l’orientamento Neo-Funzionale, negare i principi dell’evoluzione filogenetica, ma piuttosto mettere in discussione punti di vista strettamente gerarchici, dicotomici o triadici che risultano essere riduttivi rispetto alla visione olistica e sistemica che è alla base del funzionamento globale e multidimensionale proprio della complessità del Sé (Rispoli, 1994; 2004; 2016).

La teoria polivagale di Porges e la visione Neo-Funzionale di Rispoli, quindi, forniscono due diversi approcci nell’analisi delle risposte di adattamento all’ambiente, comportamenti socio-affettivi e comunicativi e nel trattamento del trauma in psicoterapia. Nel modello filogenetico di Porges, il funzionamento del vago segue una sequenza gerarchica di adattamento, attacco-fuga e risposte di immobilizzazione. Nella prospettiva del Neo-Funzionalismo di Rispoli, invece, pur non negando l’evoluzione filogenetica, contrasta una separazione gerarchica tra i due livelli di funzionamento.

Per una lettura più approfondita dell’articolo, vi invitiamo a cliccare qui: REDIVIVA

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